Oggi in Italia, il settore produttivo, della ricerca ed innovazione e della cultura, necessitano più che mai di interventi finalizzati a rilanciare la competitività delle imprese italiane e promuovere la crescita del Paese; a tal proposito, il legislatore tributario ha previsto, nel corso degli ultimi anni, una serie di misure di agevolazione fiscale, tra cui il credito d’imposta.
In linea generale, si definisce credito d’imposta il credito che un soggetto matura nei confronti dell’erario dello Stato e che riduce l’ammontare di debiti e imposte dovute oppure, quando ammesso, ne permette il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi. Questa misura di agevolazione fiscale viene oggi utilizzata per incoraggiare i progetti di ricerca, favorire gli investimenti in zone difficili come il Mezzogiorno o le aree colpite da sismi, sostenere il made in Italy all’estero ed incrementare la competitività delle imprese.
Possono accedere al credito d’imposta tutte le aziende senza distinzioni di forma giuridica o settore di appartenenza, ottenendo una serie di sgravi proporzionali ad una serie di spese potenzialmente sostenute come l’assunzione di nuovo personale, la formazione, l’avvio di processi di internazionalizzazione oppure l’acquisto di impianti, attrezzature, macchinari e beni immateriali.
Il credito d’imposta rappresenta quindi una grande opportunità di crescita per le aziende che possono, in questo modo, effettuare investimenti nel proprio sviluppo strategico e di mercato.
Il Patent Box è un regime opzionale di tassazione per i redditi d’impresa che prevede una maggiorazione del 110% delle spese sostenute per lo sviluppo, l’accrescimento, il mantenimento, la protezione e lo sfruttamento di determinati beni immateriali.
Il Patent box è una misura fiscale finalizzata ad incoraggiare le imprese negli investimenti nelle attività di R&S che portano ad incrementare il capitale intangibile dell’azienda (brevetti, design, software, modelli d’utilità).
Disamina degli aspetti salienti del Quaderno di Giustizia Tributaria del MEF n. 5. In questa occasione si affronta l’analisi del requisito della novità, tra una dimensione assoluta ed una relativa.
Anche questa settimana, continua la disamina degli aspetti salienti del Quaderno di Giustizia Tributaria del MEF n. 5, pubblicato nel dicembre 2025, documento che offre una panoramica articolata del contenzioso in materia di credito d’imposta R&S; in questa occasione, si vuole analizzare la questione legata ai controversi aspetti sanzionatori.
Anche questa settimana, continua la disamina degli aspetti salienti del Quaderno di Giustizia Tributaria del MEF n. 5, pubblicato nel dicembre 2025, documento che offre una panoramica articolata del contenzioso in materia di credito d’imposta R&S; in questa occasione, si vuole analizzare la questione legata alla frammentazione interpretativa che caratterizza l’applicazione del Manuale di Frascati nell’ordinamento nazionale
Si continua l’esame del Quaderno di Giustizia Tributaria del MEF n.5, soffermandoci in particolare sull’analisi critica della giurisprudenza in merito alla carenza documentale
La recente pubblicazione del Quaderno di Giustizia Tributaria del MEF, intitolato “Agevolazioni R&S: giurisprudenza a confronto dicembre 2025 – vol. n. 5”, offre una disamina rilevante sull’evoluzione del contenzioso legato al credito d’imposta R&S ed una delle questioni maggiormente dibattute dalla giustizia tributaria riguarda indubbiamente la determinazione delle spese ammissibili
L’analisi della Risposta ad Interpello n. 32 dell’11 febbraio 2026, riguardante la disciplina del credito d’imposta per la Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno, offre chiarimenti circa la legittimità e le modalità di inclusione del contratto di leasing in costruendo all’interno del perimetro degli investimenti agevolabili, con particolare riguardo alla realizzazione di immobili strumentali
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