Oggi in Italia, il settore produttivo, della ricerca ed innovazione e della cultura, necessitano più che mai di interventi finalizzati a rilanciare la competitività delle imprese italiane e promuovere la crescita del Paese; a tal proposito, il legislatore tributario ha previsto, nel corso degli ultimi anni, una serie di misure di agevolazione fiscale, tra cui il credito d’imposta.
In linea generale, si definisce credito d’imposta il credito che un soggetto matura nei confronti dell’erario dello Stato e che riduce l’ammontare di debiti e imposte dovute oppure, quando ammesso, ne permette il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi. Questa misura di agevolazione fiscale viene oggi utilizzata per incoraggiare i progetti di ricerca, favorire gli investimenti in zone difficili come il Mezzogiorno o le aree colpite da sismi, sostenere il made in Italy all’estero ed incrementare la competitività delle imprese.
Possono accedere al credito d’imposta tutte le aziende senza distinzioni di forma giuridica o settore di appartenenza, ottenendo una serie di sgravi proporzionali ad una serie di spese potenzialmente sostenute come l’assunzione di nuovo personale, la formazione, l’avvio di processi di internazionalizzazione oppure l’acquisto di impianti, attrezzature, macchinari e beni immateriali.
Il credito d’imposta rappresenta quindi una grande opportunità di crescita per le aziende che possono, in questo modo, effettuare investimenti nel proprio sviluppo strategico e di mercato.
Il Patent Box è un regime opzionale di tassazione per i redditi d’impresa che prevede una maggiorazione del 110% delle spese sostenute per lo sviluppo, l’accrescimento, il mantenimento, la protezione e lo sfruttamento di determinati beni immateriali.
Il Patent box è una misura fiscale finalizzata ad incoraggiare le imprese negli investimenti nelle attività di R&S che portano ad incrementare il capitale intangibile dell’azienda (brevetti, design, software, modelli d’utilità).
Il MIMIT ha emanato il Decreto Direttoriale del 28 gennaio 2026 con cui viene disposto lo slittamento al 31 marzo 2026 del termine per l’invio delle comunicazioni di completamento relative agli investimenti 4.0 ultimati entro la fine del 2025.Il provvedimento in rassegna si inserisce altresì nel solco temporale segnato dal passaggio tra il regime del credito d’imposta 4.0 ed il ripristinato iperammortamento 2026 e questo richiede un’attenta gestione degli investimenti.
Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, il testimone è passato ufficialmente dai crediti d’imposta della stagione Transizione 4.0 e 5.0 al reintrodotto Iper Ammortamento. Tuttavia, nonostante il decreto attuativo sia stato definito in bozza, il debutto operativo della misura è frenato da un’incognita legata alla clausola di origine dei beni
L’Iperammortamento 2026 segna il ritorno di una delle misure più incisive per la politica industriale italiana, abbandonando la logica del credito d’imposta per ripristinare il meccanismo della deduzione extracontabile dai redditi d’impresa IRES e IRPEF, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2026.
La Legge di Bilancio 2026 segna il ritorno dell’iper-ammortamento per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal primo gennaio 2026 e fino al 30 settembre 2028; parallelamente, si dispone l’estensione triennale del credito d’imposta per la ZES Unica includendo anche le zone assistite delle regioni Marche ed Umbria e si garantisce continuità operativa anche alle Zone Logistiche Semplificate prorogando i relativi crediti d’imposta sempre per il triennio 2026-2028. L’operatività piena di tali misure richiederà l’emanazione di un decreto attuativo specifico.
Nell’ambito del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, la Risposta n. 101 del 19 gennaio 2023 fornisce chiarimenti importanti sugli investimenti che, pur culminando nella creazione di un bene di consistenza fisica, come un prototipo, si qualificano prevalentemente come costi di sviluppo e, altro aspetto rilevante, sull’esclusione dall’agevolazione dei diritti di proprietà industriale.
Recentemente il MIMIT ha emanato due comunicazioni importanti che hanno imposto scelte tempestive alle imprese beneficiare dei crediti d’imposta legati alla Transizione 4.0 e 5.0: trattasi della comunicazione del 25 novembre 2025, con cui si cristallizza il principio di non cumulabilità delle due fattispecie di beneficio fiscale, e la comunicazione dell’ 11 Novembre 2025, con cui si comunica l’esaurimento delle risorse disponibili per la misura Transizione 4.0.
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