Febbraio 5, 2026 Credito d'Imposta Beni Strumentali / NEWS 0 Comment

INVESTIMENTI 4.0:

COMUNICAZIONE DI COMPLETAMENTO AL 31 MARZO 2026 E SOVRAPPOSIZIONE CON L’IPER-AMMORTAMENTO 2026

Il MIMIT ha emanato il Decreto Direttoriale del 28 gennaio 2026 con cui viene disposto lo slittamento al 31 marzo 2026 del termine per l’invio delle comunicazioni di completamento relative agli investimenti 4.0 ultimati entro la fine del 2025.

Per comprendere appieno la portata di questa proroga, è necessario inquadrarla nell’intera disciplina delle comunicazioni che regola l’accesso ai benefici. L’architettura del Piano 4.0 si regge infatti su un triplice pilastro informativo che viene posto in essere tramite la piattaforma del GSE:

  1. tutto ha inizio con la comunicazione preventiva ex-ante, necessaria per prenotare le risorse e permettere allo Stato di quantificare gli oneri finanziari;
  2. a questa segue una comunicazione di conferma, fondamentale per assicurare che i progetti avviati stiano effettivamente procedendo;
  3. ed infine, si giunge alla comunicazione di completamento ex-post, oggetto del recente decreto e che rappresenta l’atto finale con cui l’impresa certifica l’avvenuta interconnessione dei beni e l’effettivo diritto a utilizzare il beneficio fiscale in compensazione.

Il provvedimento in rassegna si inserisce nel solco temporale segnato dal passaggio tra il regime del credito d’imposta Transizione 4.0 ed il ripristinato iper-ammortamento 2026. Questo cambiamento radicale nel panorama dei benefici fiscali, segna una vera e propria staffetta che trova una netta linea di demarcazione temporale:

  • per gli investimenti ultimati entro il 31 dicembre 2025, l’impresa resta ancorata al credito d’imposta compensabile in F24, a patto di chiudere l’iter burocratico con l’invio del modello di completamento entro il nuovo termine del 31 marzo 2026;
  • sul punto bisogna altresì sottolineare che, allo stato attuale, le risorse destinate alla disciplina 4.0 risultano temporaneamente esaurite e questo significa che la proroga al 31 marzo assume un valore vitale unicamente per chi ha già blindato il proprio credito tramite le prenotazioni pregresse.

Per i nuovi progetti, invece, l’orizzonte si sposta necessariamente sul nuovo iper-ammortamento operativo dal 1° gennaio 2026.

Al fine di chiarire ulteriormente la gestione delle due misure in caso di un investimento a cavallo d’anno, si condivide il seguente caso esemplificativo: un’azienda ordina  il macchinario 4.0 a giugno 2025, pagando l’acconto del 20%, ed il bene viene consegnato e installato il 20 dicembre 2025; in tal caso, l’investimento appartiene al regime della Transizione 4.0., l’impresa deve assicurarsi che l’interconnessione avvenga entro il 31 dicembre 2025 e, grazie alla proroga del Decreto 28 gennaio 2026, si avrà tempo fino al 31 marzo 2026 per inviare il modello di completamento sul portale GSE. Se invece l’azienda ordina lo stesso macchinario ad ottobre 2025 ma, a causa di ritardi nella produzione, il bene viene consegnato il 15 gennaio 2026, l’investimento ricade interamente nel nuovo Iper-ammortamento 2026; nonostante le risorse 4.0 siano esaurite, l’azienda accede, in quest’ultimo caso, ad una nuova misura che non soffre dello stesso  deficit finanziario ma segue regole diverse che non prevedono la maturazione di un credito da usare in F24 bensì la facoltà di dedurre, dal proprio reddito imponibile, una quota maggiore rispetto al costo d’acquisto e generando così un risparmio IRES in dichiarazione dei redditi sull’anno 2026.

Su questo secondo caso, infatti, si richiama anche la Risposta ad Interpello n. 69 del 7 marzo 2025 in cui l’AdE chiarisce che l’investimento in beni strumentali si considera realizzato non al momento della sottoscrizione dell’ordine o dell’impegno, bensì:

  1. alla data di effettuazione dell’investimento, che, per i beni mobili, coincide con la data di consegna/spedizione;
  2. alla data di effettiva interconnessione del bene al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

In conclusione, con l’allineamento delle scadenze a fine marzo, il legislatore offre alle imprese la possibilità di chiudere il cerchio degli investimenti 2025 in modo ordinato, assicurando che la spinta verso l’innovazione tecnologica non venga frenata da intoppi procedurali nell’ultimo miglio.

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