Febbraio 2, 2026
Credito d'Imposta Beni Strumentali / NEWS
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IPER-AMMORTAMENTO 2026 AL VIA
MA L'INCOGNITA "MADE IN EUROPE" NE FRENA IL DEBUTTO
Il sistema produttivo italiano si trova alle soglie di una trasformazione strutturale nelle modalità di sostegno agli investimenti privati. Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, il testimone passa ufficialmente dai crediti d’imposta della stagione Transizione 4.0 e 5.0 al reintrodotto Iper Ammortamento. Tuttavia, nonostante la macchina burocratica sia già in moto e il decreto attuativo sia stato definito in bozza dai tecnici del MEF e del MIMIT, il debutto operativo della misura è frenato da un’incognita geopolitica: la clausola di origine dei beni.

A delineare lo stato dell’arte è stato Giovanni Spalletta, Direttore Generale del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, durante il 9° Forum nazionale dei Commercialisti. Il punto di attrito principale risiede nella condizione restrittiva introdotta durante l’iter parlamentare della Manovra. Tale norma vincola l’accesso alle agevolazioni fiscali esclusivamente all’acquisto di beni prodotti nei Paesi dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (SEE). Se da un lato l’intento è quello di promuovere l’autonomia strategica continentale, dall’altro la misura sta sollevando forti critiche da parte dei partner commerciali extra-UE e preoccupazione tra gli imprenditori. Escludere colossi tecnologici come Taiwan o la Corea del Sud, leader mondiali nella componentistica avanzata e nei semiconduttori, rischia infatti di privare le aziende italiane dei macchinari più innovativi sul mercato.
Il Governo sta attualmente valutando correttivi d’urgenza, come l’estensione della platea dei paesi fornitori ai membri del G7, anche se tale modifica non risulterebbe del tutto risolutiva per le forniture asiatiche. Spalletta non ha escluso un intervento radicale volto ad abolire o mitigare sensibilmente il vincolo territoriale, mossa che però comporterebbe una riscrittura dei testi e un conseguente slittamento dei tempi per la presentazione delle domande.
Come ben noto, sul piano tecnico, il nuovo Iper Ammortamento si configura come una variazione in diminuzione della base imponibile ai fini IRES, IRPEF e IRAP. In sostanza, alle imprese è concesso di dedurre quote di ammortamento calcolate su un valore superiore rispetto al costo di acquisto effettivo. La misura è destinata ai titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con un sistema di aliquote degressive studiate per favorire soprattutto le piccole e medie imprese: una maggiorazione del 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per la fascia tra 2,5 e 10 milioni, e del 50% per i progetti fino a 20 milioni di euro.

Per accedere al beneficio resta fondamentale il requisito dell’interconnessione: i beni materiali e immateriali devono essere integrati nel sistema di gestione della produzione o nella rete di fornitura. Una novità rilevante riguarda inoltre l’inclusione degli investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e dei relativi sistemi di stoccaggio, a patto che siano strumentali all’esercizio d’impresa. Resta invece esclusa, rispetto alle prime bozze della Manovra, la possibilità di ottenere maggiorazioni extra per obiettivi specifici di transizione ecologica, rendendo il quadro normativo più semplificato ma meno focalizzato sui target green avanzati. In attesa della pubblicazione definitiva del decreto, le aziende sono chiamate a una pianificazione attenta, pesando il vantaggio fiscale rispetto alle limitazioni geografiche imposte sulle forniture tecnologiche.
