[1] Sono esenti da tale onere certificativo le imprese con il bilancio certificato, fermo restando l’obbligo di predisporre la documentazione contabile idonea a dimostrare la spettanza del beneficio fiscale.
L’Iperammortamento 2026 segna il ritorno di una delle misure più incisive per la politica industriale italiana, abbandonando la logica del credito d’imposta per ripristinare il meccanismo della deduzione extracontabile dai redditi d’impresa IRES e IRPEF, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2026.
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La Legge di Bilancio 2026 segna il ritorno dell’iper-ammortamento per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal primo gennaio 2026 e fino al 30 settembre 2028; parallelamente, si dispone l’estensione triennale del credito d’imposta per la ZES Unica includendo anche le zone assistite delle regioni Marche ed Umbria e si garantisce continuità operativa anche alle Zone Logistiche Semplificate prorogando i relativi crediti d’imposta sempre per il triennio 2026-2028. L’operatività piena di tali misure richiederà l’emanazione di un decreto attuativo specifico.
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Nell’ambito del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, la Risposta n. 101 del 19 gennaio 2023 fornisce chiarimenti importanti sugli investimenti che, pur culminando nella creazione di un bene di consistenza fisica, come un prototipo, si qualificano prevalentemente come costi di sviluppo e, altro aspetto rilevante, sull’esclusione dall’agevolazione dei diritti di proprietà industriale.
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Recentemente il MIMIT ha emanato due comunicazioni importanti che hanno imposto scelte tempestive alle imprese beneficiare dei crediti d’imposta legati alla Transizione 4.0 e 5.0: trattasi della comunicazione del 25 novembre 2025, con cui si cristallizza il principio di non cumulabilità delle due fattispecie di beneficio fiscale, e la comunicazione dell’ 11 Novembre 2025, con cui si comunica l’esaurimento delle risorse disponibili per la misura Transizione 4.0.
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La Corte di Giustizia Tributaria di Milano, con la sentenza n. 4303/2025 del 29 ottobre, ha impresso una svolta decisiva nel contenzioso relativo al Credito d’Imposta per Ricerca e Sviluppo maturato tra il 2015 e il 2019, annullando in blocco quattro atti di recupero emessi dall’Agenzia delle Entrate.
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La recente Sentenza del 01/08/2025 n. 458 della CGT di I grado di Bologna si inserisce in un solco giurisprudenziale ormai consolidato e di grande rilievo, stabilendo l’illegittimità dell’atto di recupero emesso dall’Agenzia delle Entrate per il credito d’imposta R&S qualora tale atto risulti privo del preventivo parere tecnico del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, già MISE
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Per quanto riguarda il futuro dei crediti d’imposta legati alla Transizione 5.0 e 4.0, il Decreto direttoriale Mimit del 6 novembre 2025 ha comunicato l’esaurimento delle risorse disponibili per la misura Transizione 5.0; mentre la bozza della Legge di Bilancio 2026 prevede la chiusura definitiva della stagione dei crediti d’imposta legati ai programmi Transizione 4.0 ed il ritorno all’iperammortamento
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