Oggi in Italia, il settore produttivo, della ricerca ed innovazione e della cultura, necessitano più che mai di interventi finalizzati a rilanciare la competitività delle imprese italiane e promuovere la crescita del Paese; a tal proposito, il legislatore tributario ha previsto, nel corso degli ultimi anni, una serie di misure di agevolazione fiscale, tra cui il credito d’imposta.
In linea generale, si definisce credito d’imposta il credito che un soggetto matura nei confronti dell’erario dello Stato e che riduce l’ammontare di debiti e imposte dovute oppure, quando ammesso, ne permette il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi. Questa misura di agevolazione fiscale viene oggi utilizzata per incoraggiare i progetti di ricerca, favorire gli investimenti in zone difficili come il Mezzogiorno o le aree colpite da sismi, sostenere il made in Italy all’estero ed incrementare la competitività delle imprese.
Possono accedere al credito d’imposta tutte le aziende senza distinzioni di forma giuridica o settore di appartenenza, ottenendo una serie di sgravi proporzionali ad una serie di spese potenzialmente sostenute come l’assunzione di nuovo personale, la formazione, l’avvio di processi di internazionalizzazione oppure l’acquisto di impianti, attrezzature, macchinari e beni immateriali.
Il credito d’imposta rappresenta quindi una grande opportunità di crescita per le aziende che possono, in questo modo, effettuare investimenti nel proprio sviluppo strategico e di mercato.
Il Patent Box è un regime opzionale di tassazione per i redditi d’impresa che prevede una maggiorazione del 110% delle spese sostenute per lo sviluppo, l’accrescimento, il mantenimento, la protezione e lo sfruttamento di determinati beni immateriali.
Il Patent box è una misura fiscale finalizzata ad incoraggiare le imprese negli investimenti nelle attività di R&S che portano ad incrementare il capitale intangibile dell’azienda (brevetti, design, software, modelli d’utilità).
Nell’ambito del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, la Risposta n. 101 del 19 gennaio 2023 fornisce chiarimenti importanti sugli investimenti che, pur culminando nella creazione di un bene di consistenza fisica, come un prototipo, si qualificano prevalentemente come costi di sviluppo e, altro aspetto rilevante, sull’esclusione dall’agevolazione dei diritti di proprietà industriale.
Recentemente il MIMIT ha emanato due comunicazioni importanti che hanno imposto scelte tempestive alle imprese beneficiare dei crediti d’imposta legati alla Transizione 4.0 e 5.0: trattasi della comunicazione del 25 novembre 2025, con cui si cristallizza il principio di non cumulabilità delle due fattispecie di beneficio fiscale, e la comunicazione dell’ 11 Novembre 2025, con cui si comunica l’esaurimento delle risorse disponibili per la misura Transizione 4.0.
La Corte di Giustizia Tributaria di Milano, con la sentenza n. 4303/2025 del 29 ottobre, ha impresso una svolta decisiva nel contenzioso relativo al Credito d’Imposta per Ricerca e Sviluppo maturato tra il 2015 e il 2019, annullando in blocco quattro atti di recupero emessi dall’Agenzia delle Entrate.
La recente Sentenza del 01/08/2025 n. 458 della CGT di I grado di Bologna si inserisce in un solco giurisprudenziale ormai consolidato e di grande rilievo, stabilendo l’illegittimità dell’atto di recupero emesso dall’Agenzia delle Entrate per il credito d’imposta R&S qualora tale atto risulti privo del preventivo parere tecnico del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, già MISE
Per quanto riguarda il futuro dei crediti d’imposta legati alla Transizione 5.0 e 4.0, il Decreto direttoriale Mimit del 6 novembre 2025 ha comunicato l’esaurimento delle risorse disponibili per la misura Transizione 5.0; mentre la bozza della Legge di Bilancio 2026 prevede la chiusura definitiva della stagione dei crediti d’imposta legati ai programmi Transizione 4.0 ed il ritorno all’iperammortamento
La Risposta ad Interpello n. 168 del 23 giugno 2025 dell’Agenzia delle Entrate affronta due questioni rilevanti ovvero il mutamento della dimensione aziendale nel corso di un investimento e la cumulabilità tra incentivi di diversa natura come il Credito d’imposta ZES unica ed il credito Transizione 5.0
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