Settembre 24, 2026
Credito d'Imposta Transizione 5.0 / NEWS
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CREDITO D’IMPOSTA TRANSIZIONE 4.0:
CONTINUITÀ AZIENDALE E SCISSIONE SOCIETARIA ALLA LUCE DELLA RISPOSTA ADE N. 139/2026
La risposta all’interpello numero 139 dell’Agenzia delle Entrate offre un chiarimento fondamentale per le imprese che si trovano a gestire l’agevolazione sui beni strumentali 4.0 in contesti di forte riorganizzazione o crisi. Il caso analizzato riguarda un’azienda che ha vissuto una vera e propria tempesta societaria, passando per lo scioglimento deciso dal tribunale a causa del blocco della gestione, l’affitto dell’azienda per non interrompere la produzione, un lungo ritardo nell’interconnessione dei macchinari e infine una scissione per riorganizzare le attività. In una situazione simile, il rischio principale era quello di perdere il credito d’imposta, dato che la legge vieta normalmente l’accesso ai benefici fiscali per le società in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure volte alla mera chiusura dell’attività.

L’Amministrazione Finanziaria ha però scelto di guardare alla sostanza economica della vicenda anziché fermarsi all’aspetto puramente formale. Il principio guida dell’Agenzia è che l’incentivo nasce per sostenere la trasformazione digitale delle aziende che producono in Italia. Se lo scioglimento giudiziale non porta alla cessazione irreversibile dell’attività ma viene gestito per salvare il valore aziendale mantenendo la produzione attiva attraverso l’affitto dei reparti o il successivo trasferimento a una nuova società, il diritto al credito d’imposta non decade.
Sul fronte del ritardo nell’interconnessione dei beni ai sistemi informatici aziendali, la pronuncia riafferma un principio molto favorevole per le imprese. Il fatto che un macchinario venga interconnesso a distanza di anni dalla sua entrata in funzione non fa perdere il bonus, a patto che questo ritardo sia giustificato da valide ragioni tecniche, logistiche o informatiche e che il bene possedesse già tutte le caratteristiche tecnologiche richieste fin dal primo giorno di installazione. In questo scenario, la società può iniziare a fruire del credito d’imposta in misura ordinaria dal momento in cui il bene entra in funzione, per poi sbloccare l’aliquota potenziata 4.0 a partire dall’anno in cui l’interconnessione viene finalmente completata.

Infine, per quanto riguarda la scissione societaria, l’Agenzia ha ribadito il principio per cui le tasse e le agevolazioni devono rimanere neutrali di fronte alle riorganizzazioni. Il credito d’imposta segue la gestione operativa dei beni a cui si riferisce, per cui le quote residue del beneficio si trasferiscono automaticamente alla nuova società che acquisisce il ramo d’azienda e continua a far funzionare i macchinari. Tutto questo quadro di flessibilità richiede però una cautela fondamentale, poiché le aziende devono essere pronte a dimostrare la bontà delle proprie azioni conservando un solido corredo di perizie tecniche, contratti e documenti contabili che certifichino la continuità della produzione e l’assenza di qualsiasi intento elusivo.
