[1] Sono esenti da tale onere certificativo le imprese con il bilancio certificato, fermo restando l’obbligo di predisporre la documentazione contabile idonea a dimostrare la spettanza del beneficio fiscale.
La risposta all’interpello numero 139 dell’Agenzia delle Entrate offre un chiarimento fondamentale per le imprese che si trovano a gestire l’agevolazione sui beni strumentali 4.0 in contesti di forte riorganizzazione o crisi.
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L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’interpello n. 169 del 3 settembre 2026, fornisce un importante chiarimento per la corretta fruizione del Credito d’Imposta ZES Unica in relazione ad investimenti avviati ad inizio anno, mediante leasing, e pertanto prima dell’invio della comunicazione preventiva.
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Per quanto riguarda il futuro dei crediti d’imposta legati alla Transizione 5.0 e 4.0, il Decreto direttoriale Mimit del 6 novembre 2025 ha comunicato l’esaurimento delle risorse disponibili per la misura Transizione 5.0; mentre la bozza della Legge di Bilancio 2026 prevede la chiusura definitiva della stagione dei crediti d’imposta legati ai programmi Transizione 4.0 ed il ritorno all’iperammortamento
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La procedura del riversamento spontaneo del credito R&S viene riaperta fino al 3 giugno 2025 ai sensi dell’art. 19, commi 5-9 del DL n. 25/2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 61 del 14 marzo 2025.
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Con la Risposta ad Interpello n.37 del 18 febbraio 2025, l’Agenzia delle entrate torna sul Bonus Mezzogiorno e affronta i dubbi inerenti le modalità operative per la correzione degli importi degli investimenti precedentemente approvati ma poi oggetto di una variazione a seguito della restituzione parziale dei beni acquisiti.
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L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta ad Interpello n.69 del 07.03.25, chiarisce che il contribuente è tenuto a presentare la comunicazione preventiva se l’investimento agevolabile è stato formalmente avviato prima del 30 marzo 2024 anche se materialmente realizzato successivamente.
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La recente Sentenza n. 131/2024 della Corte di Giustizia di primo grado di Rimini torna ad ammonire la condotta ispettiva posta in essere dall’Agenzia delle Entrate che, nel caso di specie, è risultata deficitaria del necessario coinvolgimento di organi competenti a fronte del tecnicismo della materia.
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