[1] Sono esenti da tale onere certificativo le imprese con il bilancio certificato, fermo restando l’obbligo di predisporre la documentazione contabile idonea a dimostrare la spettanza del beneficio fiscale.
Il corretto inquadramento dei crediti d’imposta inesistenti e non spettanti è sempre stata una questione molto dibattuta, al punto da spingere il Collegio giudicante, con ben due distinte ordinanze interlocutorie, a coinvolgere le Sezioni Unite.
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Nella riunione del 30 novembre 2023, un emendamento approvato dalla Commissione referente del Senato, ha fatto ulteriormente slittare al 30 luglio 2024 il termine per presentare la domanda di adesione alla procedura di riversamento spontaneo del credito d’imposta R&S di cui all’art.3 D.L. 145/2013.
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Uno degli adempimenti fondamentali per quanto concerne la corretta fruizione del credito d’imposta beni strumentali riguarda l’apposizione della dicitura sulle fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione del bene; vediamo la gestione di tale onere documentale in caso di cumulo con la misura Nuova Sabatini.
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Nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 16 novembre 2023 è stata pubblicata la Legge 13 novembre 2023, n. 162 di conversione del decreto Sud. La legge istituisce una nuova ZES unica per tutto il Mezzogiorno e che sarà operativa da gennaio 2024, andando a sostituire le otto zone economiche speciali già esistenti.
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Con la sentenza n. 738 del 2023, la Corte di Giustizia delle Marche torna ad affrontare una serie di aspetti inerenti il corretto inquadramento del credito d’imposta R&S, i requisiti imprescindibili mutuati dal Manuale di Frascati e la questione del coinvolgimento del MiSe.
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Il Decreto Legge n. 124/2023 istituisce, per l’anno 2024 e fino al 2026, la Zona economica speciale per il Mezzogiorno – “ZES unica” che comprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e che sostituisce le attuali Zone economiche speciali frammentate in 8 diverse strutture amministrative.
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In linea generale, il recapture consiste in un meccanismo di rideterminazione del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali al fine di penalizzare azioni di cessione dei beni dal contesto aziendale.
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Dal punto di vista soggettivo, il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali è riconosciuto a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico di appartenenza.
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Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali consiste in un’agevolazione fiscale finalizzata a supportare coloro che intendono effettuare investimenti in beni nuovi, materiali e immateriali, destinati ad essere utilizzati in strutture produttive ubicate in Italia, strumentali all’ottimale svolgimento dell’attività d’impresa o di arte e professione e funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.
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La Risoluzione AdE n.152/E del 15 dicembre 2017 affronta la questione della determinazione del costo degli investimenti agevolabili, richiamando, per quanto compatibili, le previgenti misure del super ed iper ammortamento.
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